Suore Minime dell'Addolorata

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Carisma e spiritualità

Il progetto di Madre Clelia

Il 1° maggio 1868, Madre Clelia “elettasi con tre compagne comunanza di povera e santa vita inizio la famiglia  delle Minime del Addolorata le diede regola e spirito” (Dall’epigafe di Madre Clelia dettata d don Gaetano Guidi)

Il carisma delle Minime dell’Addolorata è il dono che Santa Clelia accolse per ispirazione divina “mortificare la mia volontà in tutte le cose per piacere sempre più   il Signore”. E’ l’itinerario semplice e mirabile del discepolo di Gesù: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua»

Questa è  la strada su cui lo Spirito Santo, con la sua ispirazione, ha guidato Clelia e ha dato vita ad un Ritiro affidato alla Divina provvidenza, dove le giovani attendono alla perfezione cristiana cioè alla santità.

Il suo progetto si compendia in queste parole:. “Riuniamoci insieme, per vivere una vita raccolta e fare del bene”.

 

Riuniamoci insieme

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Evoca tutta la ricchezza della comunione fraterna, dell’amicizia, della condivisione

Tutto in comune fra noi senza guardare alla diversità perché ci apparteniamo come membra di una stessa famiglia (Cost. n.53). 

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La comunità che si raccoglie nella casa del maestro segue una via semplice, popolare, ordinaria, che attinge alle fonti più accessibili della preghiera cristiana, qualificandosi per la sapienza dei piccoli del Vangelo, La piccolezza, in un quadro di ritiratezza, modestia e carità è la nota caratteristica del gruppo:  suo essere, il suo muoversi, il suo fare è cosi semplice, umile e comune, da scomparire all’evidenza umana (cost.n.8).

 

Per vivere una vita raccolta

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Rappresenta quell’atteggiamento che ci fa desiderare, cercare e incontrare Cristo nell’intimità del proprio essere e nel volto di ogni fratello. Atteggiamento che si esprime in una assidua vita di preghiera, nella conversione continua personale e comunitaria.

Fare del bene

Il gesto evangelico della lavanda dei piedi compiuta da Clelia alle ragazze del paese è l’espressione dell’ardente carità che ha animato  in lei  e porta ad un reciproco servizio che si estende  all’umanità intera. Questo servizio realizza le dimensioni di dono, di gratuità, di amore “fino alla fine” che deve caratterizzare  la nostra diaconia attenta ai vari settori apostolici in particolare alle realtà più nascoste e emarginate.

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Il servizio agli anziani e infermi risponde al desiderio di imitare la nostra madre nella sua missione verso gli ammalati. Con questo servizio prolunghiamo la sollecitudine del Salvatore verso la sofferenza umana e ci inseriamo nell’opera caritativa della Chiesa.

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Fedeli alle nostre tradizioni ci poniamo accanto ai ragazzi e giovani, per un’opera di educazione umana e cristiana.

 

Beata Vergine Addolorata nostra Patrona

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Santa Clelia ci ha lasciato in preziosa eredità la devozione alla Beata Vergine Addolorata da cui la nostra famiglia prende il nome. Il luogo della realizzazione del nostro carisma e della nostra realtà di donne consacrate è con Maria ai piedi della croce. Con Maria viviamo la nostra maternità spirituale che ci rende corredentrici con Cristo e ci pone accanto ad ogni sofferenza umana come umili ancelle per generare al mondo una vita nuova.

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Come Minime siamo inserite con una nota particolare nella profondità del mistero pasquale. Maria primeggia fra gli umili e i poveri del Signore i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza. (LG 55) il moto maxima in minimis sotto l’immagine dell’Addolorata che venerano nelle nostre case ci ricorda questa realtà.

 

San Francesco di Paola nostro protettore

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La vita di privazioni e di stenti delle giovinette, cominciava a logorar loro la salute, ma per questo non si perdevano d’animo e non deponevano i concepiti disegni.
Fu allora che cominciò a risplendere su queste giovani la singolare protezione del glorioso San Francesco di Paola, da esse particolarmente venerato.

Protettore della nostra Congregazione è San Francesco di Paola.
Clelia aveva una particolare venerazione per il Santo paolano, per il suo amore alla povertà, e per il titolo “Minimi” che aveva dato al suo Ordine, infatti questa parola piaceva molto Santa Clelia.
Minimo per San Francesco di Paola, come per Clelia, dice spogliazione totale di sé, radicale auto rinuncia con cui si porta a compimento l’umiltà. In Lui vedeva un Vangelo vivente; ne imitava i gesti e le parole, ne sperimentava l’intercessione.

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